la nascita del campione
Angelo iniziò la sua carriera motociclistica in sella alla Mondial 125, partecipando a gare di regolarità.
Al termine della stagione di gare 1959 Bergamonti appende il casco al chiodo ma continua a partecipare alle gimkane, molto diffuse in questo periodo.
il vero inizio della carriera
Nel 1965 Angelo ritorna nel mondo delle competizioni. In sella alla sua Morini 175 sarà presto Campione d'Italia nella categoria Juniores!
Nel 1966 ottiene l’ultimo titolo Italiano nelle gare in salita. In seguito deciderà di abbandonare per sempre la specialità.
il passaggio alle cilindrate più grandi
All'epoca ogni pilota correva tramite ingaggio, questo significava poter partecipare a più competizioni nella stessa stagione e nella stessa giornata, anche con cilindrate differenti. Ecco che arriva il passaggio (1966) alla scuderia milanese Paton che porterà presto Angelo alla vittoria del campionato Italiano nella classe regina (1967).
Da questo momento iniziano per Angelo una serie di competizioni estere, tra cui Isola di Le Man e Assen, dove purtroppo collezionerà solamente ritiri.
il ritorno trionfale in italia
Dopo le disavventure estere, Angelo torna in Italia ed inizia a collezionare vittorie. In questa foto (una delle più iconiche) lo vediamo in testa al gruppo subito dopo la partenza a Zingonia (9 luglio 1967).
la trasferta spagnola
Ora Angelo si trova in Spagna, vince a Jerez nelle 250 ed è pronto per Madrid. Gara impeccabile, è in testa a soli due giri dalla vittoria ma purtroppo entra in collisione con un doppiato e succede l'inevitabile. I medici lo danno per spacciato, il referto è coma dovuto ad una frattura cranica. Grazie alla fibra del giovane pilota, viene salvato e trasferito in Italia.
Curiosità!
Al termine di ogni gara Angelo inviava dalla Spagna un telegramma con i risultati ed una nota di commento.
Dopo il grave incidente, Angelo si rimette subito in sella ed inizia a collezionare vittorie su vittorie.
Tra titoli di gara e titoli Italiani, il suo successo inizia a farsi sentire e tutte le scuderie lo vogliono come pilota.
gli anni d'oro di Angelo
Dopo l'infinita collezione di successi, tra vittorie di gare e titoli Italiani, Angelo si trova bombardato di richieste d'ingaggio: Morini, Paton e Aermacchi. Nel 1969 diventa collaudatore e pilota ufficiale Aermacchi.
In sella alla sua Aermacchi c’è subito grande sintonia.
Vince il titolo italiano nel 1970 nella categoria 125 e ottiene ottimi piazzamenti anche all’estero, sempre in sella alla Aermacchi nelle cilindrate 125, 250, 350 e 500.
il passaggio a mv
Per Bergamonti il 1970 è stato uno dei migliori anni in cui ha collezionato tante vittorie in varie categorie, ma soprattutto con diverse scuderie. L'attenzione su di lui è sempre più alta, soprattutto dopo aver dimostrato di poter restare al passo di piloti come Agostini, in sella a moto molto più preparate della sua.
Angelo era in grado di guidare la moto come nessun altro.
Riusciva ad essere più veloce, con moto meno preparate e non all’altezza di scuderie professionali.
Ecco perché MV ha deciso di ingaggiarlo come pilota!
l'ultimo traguardo
Tra la fine del 1970 e l'inizio del 1971, Angelo colleziona importanti piazzamenti e vittorie in sella alla nuova MV sia nella classe 350 che in quella regina 500. La rivalità con Agostini è sempre più accesa e il talento di Bergamonti si fa sempre più sentire.
Siamo a Riccione, è il 4 aprile del 1971.
Le condizioni meteo non sono per nulla favorevoli, ma la gara si deve comunque svolgere.
Dopo una partenza in ritardo Angelo, in sella alla sua MV 350, mantiene il ritmo e giro dopo giro recupera posizioni.
L’asfalto è scivoloso e le moto assomigliano a motoscafi per la tanta acqua che sollevano.
In fondo al rettilineo l’anteriore di Bergamonti perde aderenza, lui scivola a terra e conclude la sua corsa contro il cordolo di un marciapiede.
Questa purtroppo è la fine di un grande campione che nonostante tutto resterà per sempre l’autore di vittorie incredibili.